Certificazioni

La certificazione è l’attestazione da parte di un Ente terzo che specifici standard di qualità, sia di prodotto che di processo, siano ottemperati dall’azienda in esame. Gli standard non sono obbligatori e rappresentano un importante e impegnativo obiettivo che l’azienda si pone per garantire sicurezza e qualità dei propri processi e prodotti a beneficio di clienti e consumatori.

Oggi, un’azienda che vuole operare in un contesto veramente globale, deve fornirsi degli strumenti necessari per rispondere ai bisogni e alle esigenze di clienti, mercati e culture diversi. Per questo in Menz & Gasser ci siamo impegnati per ottenere certificazioni di prodotto, come Kosher e Halal, grazie alle quali possiamo raggiungere nuovi consumatori ed offrire loro la qualità dei nostri prodotti, nel rispetto delle loro tradizioni e usanze religiose.

Politica aziendale - Sistema integrato qualità, ambiente e sicurezza sul lavoro
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Le certificazioni di processo
BRC 7

Il nuovo standard BRC 7 prevede l’introduzione di una serie di nuovi aspetti da gestire che puntano in direzione di una più chiara definizione dei requisiti relativi ai fornitori, alla tracciabilità, alla pulizia ed igiene degli ambienti di lavoro, alla etichettatura e confezionamento, sino al controllo degli infestanti e ad una nuova classificazione dei certificati. “AA” è il grado di certificazione più elevato introdotto dalla nuova versione dello standard.

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IFS

IFS è uno standard dedicato all’alimentare, al quale oggi aderiscono le realtà più importanti del panorama distributivo tedesco e francese. Si tratta di uno standard privato, nato come strumento comune di valutazione dei fornitori di prodotti alimentari a marchio, che si fonda su criteri di trasparenza, sicurezza alimentare, legalità e qualità, applicati a tutta la filiera.

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ISO 14001:2004

È uno standard internazionale non obbligatorio, adottato dalle aziende per definire, implementare e migliorare il proprio sistema di gestione ambientale. La certificazione attesta che l’azienda ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività e ne ricerca sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile.

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Alcuni dettagli in più

HACCP (Hazard Analysis Critical Control Points) è un metodo per l’analisi dei pericoli e l’individuazione dei punti critici di controllo (CCP) in un processo di produzione alimentare. Fornisce un approccio sistematico per assicurare la sicurezza alimentare.

ISO (International Organization for Standardization) è l’organizzazione mondiale più grande di sviluppo e pubblicazione di Standard Internazionali. È costituita da un network di istituti di standard nazionali di 162 Paesi, con una segreteria centrale a Ginevra che coordina il sistema. ISO è un’organizzazione non governativa che crea ponti tra settori pubblici e privati.

Le certificazioni di prodotto
Biologico

L’agricoltura biologica è la produzione certificata di alimenti ottenuta tramite processi che rispettano l’ambiente e il benessere degli animali. Ogni alimento definito come “biologico”, o attraverso i suoi diminutivi “eco” o “bio”, e caratterizzato dal logo UE o da un logo biologico nazionale o privato, deve essere prodotto in conformità alle regole dell’Unione Europea, che impongono severi controlli sulle coltivazioni, consentono di utilizzare solamente sostanze autorizzate ed esigono procedure speciali durante ogni processo.

In Menz & Gasser, poi, verifichiamo in prima persona le coltivazioni biologiche attraverso audit regolari su intermediari e fornitori, ed effettuiamo analisi e controanalisi sul 100% della frutta in entrata. Gli alimenti biologici, infatti, devono essere trattati senza aromi artificiali, esaltatori di sapidità, coloranti o dolcificanti. Gli organismi geneticamente modificati (OGM) sono vietati nell’alimentazione biologica e nella lavorazione degli alimenti.

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Fairtrade®

Fairtrade® è un’organizzazione globale che si propone di garantire migliori condizioni di vita per i produttori agricoli e i lavoratori. Propone un approccio alternativo al commercio tradizionale e si basa su una partnership tra produttori e consumatori. Vengono offerti ai produttori opportunità e condizioni commerciali più eque, ai consumatori un potente strumento per contribuire a ridurre la povertà attraverso gli acquisti quotidiani di ognuno di noi.

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Halal

“Halal” è un termine arabo che significa “lecito” o “permesso”, e la certificazione Halal serve ad attestare che prodotti, servizi, processi industriali, di trasformazione, compresa la certificazione del packaging, siano conformi alle norme etiche ed igienico sanitarie, della legge e della dottrina dell’Islam, quindi commercializzabili in tutti i Paesi di religione islamica. La certificazione Halal è obbligatoria per il consumo da parte di persone di fede islamica e quindi per l’esportazione in Stati con maggioranza di cittadini musulmani, che rappresentano oggi circa 2 miliardi di consumatori nel mondo.

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Kosher

Kosher è l’insieme di regole religiose che governano la nutrizione degli ebrei osservanti: la parola ebraica “kasher" o "kosher” significa conforme alla legge, consentito.

Perché un prodotto sia certificato Kosher è necessario che soddisfi rigorosissimi standard di qualità e che tutte le procedure di produzione e confezionamento, nonché ogni singolo ingrediente utilizzato nella sua preparazione, siano conformi alle restrittive leggi del Kasheruth. L’estrema rigidità di queste norme costituiscono una tutela per il consumatore indipendentemente dalla sua religione e, nel tempo, hanno reso la certificazione Kosher un marchio di qualità riconosciuto in tutto il mondo.

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Senza Glutine

La celiachia è una malattia autoimmune che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all’assunzione del glutine. La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente e la stima della sua prevalenza si aggira intorno all’1%. Partendo da questo dato è stato calcolato che nella popolazione italiana il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600.000 contro i 172.197 ad oggi effettivamente diagnosticati (dati al 31.12.2014).
Perché un prodotto possa definirsi “senza glutine” in conformità alle linee guida di AIC - ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA il contenuto di glutine non deve superare i 20 mg/kg.

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